venerdì 12 ottobre 2018

Una scuola al Convegno Didattiche 2018

Al Convegno Didattiche 2018 organizzato dal Centro Studi Erickson abbiamo portato, prima in plenaria e poi in un workshop, il nostro progetto di Una scuola.
Grazie per l’invito, per la calda accaoglienza e l’interesse che ci avete mostrato.








giovedì 11 ottobre 2018

Una scuola possibile: il libro

Finalmente è arrivato: il libro edito da Franco Angeli che racconta il nostro Manifesto, le prime esperienze che ha originato, altre esperienze di scuole possibili.
Una scuola possibile, grande o piccola, che non teme di trasformarsi.



lunedì 1 ottobre 2018

Il corso di formazione Innovare la scuola

Torna il nostro corso di formazione sul progetto Una scuola.
Dal 3 aprile presso l’Università di Milano-Bicocca, sei pomeriggi per discutere di un’altra scuola possibile.
A breve le prime informazioni.


mercoledì 20 giugno 2018

Tra scuola e politica

Fare una scuola viva è un atto politico straordinario, perché è un esercizio di partecipazione continuo, una esperienza democratica tangibile, una possibilità di trasformazione per ciascuno, adulto o bambino, che vi prende parte.
A ognuno è chiesto continuamente di prendere posizione, di rinnovare l'adesione, di guardare a sè ma essendo capace di cercare il meglio per tutti. E questo costa fatica, è certo.
Quando succede, però, ogni insegnante, ogni genitore, ogni bambino, trova il suo posto, si sente a casa, sa di poter dire e fare, abitando la scuola come luogo che gli appartiene.
E così riconosce il senso del suo impegno quotidiano in un progetto che può davvero cambiare le cose, permettendo a ognuno di dare il meglio che può.
Allora, come ha raccontanto una bambina, succede che "prima eri solo, poi sei un gruppo". E la scuola diventa davvero un posto dove crescere, come singoli e come comunità.








mercoledì 24 gennaio 2018

Certe sere, Una scuola

Pensare una scuola diversa è un sogno bellissimo, di quelli che si coltivano per anni, studiando, lavorando, progettando.
Provare a farla è un impegno enorme, faticoso, incerto: tutta la bellezza che si desidera chiede un lavorio costante, un aggiustamento continuo, una paziente ma fervida attesa.
Lungo la strada ci sono inciampi, scoraggiamenti, dubbi, entusiasmi, tutti insieme, in un "caos primordiale" promettente, ma mischiato e scomposto, ogni volta da rimettere in fila.
Poi arriva una sera come questa, in cui insegnanti e genitori si ritrovano per una riunione che non sembra una riunione, gli uni accanto agli altri a raccontarsi quel che sta accadendo, con i bambini al centro dei pensieri e una gran voglia di condividere cosa possa davvero significare offrire loro contesti in cui apprendere senza ansie da prestazione, senza voti a fare da motivazione estrinseca, senza omologazioni, ma per il piacere di capire, conoscere, imparare.
Una sera a nasi in su, a leggere tracce di documentazioni che raccontano percorsi, stili, domande di tutti e di ognuno.
Una sera a far circolare emozioni buone intorno a parole - colloqui, pagelle, compiti... - che spesso sono accompagnate da ben altri sentire.
È in sere come queste che si fa tangibile il sogno di una scuola diversa. Anzi, il sogno di un paese.
Grazie a ciascun insegnante, a ciascun genitore, a ciascun bambino. Uno per uno.
Francesca e Monica



sabato 16 settembre 2017

La scuola dei miei sogni (E' realtà)

La scuola dei miei sogni è una scuola che mette al centro, per davvero, il bambino. E non le sue prestazioni.
La scuola dei miei sogni è aperta, fisicamente e ideologicamente. Nella scuola dei miei sogni non esistono voti, irreali etichette misuratrici di un'irreale oggettività. La scuola dei miei sogni è una scuola che apre le braccia alla soggettività, all'individualità, alla diversità. Nella scuola dei miei sogni i bambini non sono seduti ai banchi per sei ore al giorno, ma sono in continuo movimento, esploratori del mondo, del conoscere e di sé stessi.
Nella scuola dei miei sogni gli apprendimenti avvengono attraverso l'esplorazione, la ricerca, le domande, attraverso il "fare cose".
La scuola dei miei sogni vive di tempi distesi, dilatati, perché nella scuola dei miei sogni non c'è motivo di inseguire un programma (addobbato a "Programmazione didattica") che detta il cosa e il quando da troppo tempo.
Nella scuola dei miei sogni si ride molto.
La scuola dei miei sogni è un ambiente famigliare, dove le famiglie, per l'appunto, sono viste come qualcuno con cui darsi la mano, e non come dei disturbatori da tenere più lontano possibile.
Nella scuola dei miei sogni i bambini sono valutati attraverso lettere, racconti, sguardi, osservazioni; e anche i genitori entrano in gioco nella valutazione dei figli, con uno sguardo diverso, nel rispetto dei ruoli.
Nella scuola dei miei sogni si impara la matematica andando al mercato, l'italiano incontrando persone, la geografia muovendosi per la città.
Nella scuola dei miei sogni non si fa il catechismo.
La scuola dei miei sogni non prevede classi rigide, ma gruppi di lavoro aperti, fluidi, in cui gli insegnanti accompagnino, rilancino o lancino questioni, facciano da supporto e guida, ma non facciano in nessun modo credere che il sapere sia così come qualcuno lo dice.
Nella scuola dei miei sogni si insegna ad avere cura dell'ambiente, quello della scuola e quello naturale, e per farlo, semplicemente, lo si vive.

Nella scuola dei miei sogni le regole sono condivise e proposte dai bambini stessi.
Nella scuola dei miei sogni la fatica e la noia sono formative, perché piene di senso.
Nella scuola dei miei sogni si ride molto (l'ho già detto?).
Ogni bambino, della scuola dei miei sogni, ha sempre con sè mantella e stivali, perché se piove un poco sarà ancora più divertente l'esplorazione.
Nella scuola dei miei sogni non esiste il "sussidiario", ma si leggono libri "veri". O si costruiscono.
La scuola dei miei sogni è pubblica.
All'intervallo, nella scuola dei miei sogni, si può giocare a calcio.
Nella scuola dei miei sogni esistono le frustrazioni, ma ognuno è accompagnato a superarle.
Nella scuola dei miei sogni i compiti a casa sono quelli di rivivere, sotto uno sguardo diverso, esperienze e scoperte fatte a scuola, semplicemente raccontando o giocando, con mamma e papà.
La scuola dei miei sogni è un luogo di accoglienza, un luogo caldo, di amicizia, di gioia e di rilassatezza. E' un luogo dove si ride, si piange, si litiga, si fa la pace.
Ci si emoziona.
La scuola dei miei sogni ho in qualche 
modo contribuito a farla nascere e a renderla realtà. E da qualche giorno, grazie al cielo (chiamiamolo "cielo"...) ho la possibilità di lavorarci.
Sono fortunato.
L.T.

venerdì 30 giugno 2017

Esplorazioni e condivisione nella presentazione di Una Scuola ai genitori

Lunedì, 26 giugno, con trepidazione le ricercatrici, le tirocinanti, gli insegnanti, la dirigente e  tutto il personale della scuola aspettavano i genitori dei 59 bambini iscritti alla classe prima della scuola primaria IV novembre a Varese.
In un grande cerchio abbiamo presentato il progetto di innovazione scolastica che partirà a settembre, raccontando la nostra passione e le nostre proposte raccolte nel Manifesto per Una scuola.
Dopo una breve presentazione abbiamo attivato tutto il gruppo in una esplorazione collettiva che ha scompaginato l'immaginario della "riunione genitori" e ha messo in moto energie, idee e curiosità di tutti i presenti.
Si sono formati piccoli gruppi di famiglie che hanno affrontato il temporale imminente per cercare in giardino "piccole meraviglie", o "strumenti di misura", o "oggetti che suonano" e per costruire piccoli musei con gli oggetti trovati, indicando per loro storie, collegamenti, descrizioni.
Abbiamo poi raccolto le loro storie e i loro progetti, tutti stupefacenti, intercettando anche sorrisi e una sensazione diffusa di benessere, e tutto questo A SCUOLA!
Grazie genitori, grazie insegnanti, personale non docente e dirigente, grazie per questo inizio così carico di bellezza.