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martedì 3 marzo 2020

Didattica a distanza

Cari insegnanti, nel Manifesto Una scuola si parla di anche dei linguaggi della tecnologia e di come questi possano declinarsi al servizio di una didattica innovativa. 

“In questa scuola la ​tecnologia si propone innanzitutto come ulteriore linguaggio intelligente a disposizione della ricerca, sempre in dialogo con i molti altri linguaggi dei soggetti. La tecnologia non si pone qui come panacea per la soluzione di problemi educativi, come in molti modelli futuristi senza radici, ma come strumento al servizio della documentazione e della trasformazione dei contesti, dei linguaggi e delle relazioni, con un pensiero critico e riflessivo sui problemi e i disagi che la sua rapida e irreversibile trasformazione impone in ogni contesto educativo, insinuandosi nelle maglie più strette delle relazioni tra bambini, adulti e ragazzi”.

In questi giorni, fatti anche di scuole chiuse e di tempo per leggere, imparare, sperimentare nuove forme e nuove strategie, è possibile cercare su web i tantissimi strumenti già a disposizione degli insegnanti, per alimentare la didattica, anche a distanza. Senza pensare a processi di sostituzione dell'insegnamento dal vivo, si possono utilizzare come supporto e integrazione, soprattutto in questo momento di pausa. Un invito a cercare su Youtube, canali social, motori di ricerca web, i tanti siti, testi, video, presentazioni, mappe, esercizi e tanto altro materiale già esistente. Strumenti che possono essere condivisi con i vostri studenti, di tutte le età e possono essere utilizzati anche in modo creativo e personalizzato.
Buona ricerca e buona sperimentazione.

mercoledì 13 febbraio 2019

Per una valutazione descrittiva, amplificante e poetica

Cosa significa valutare l'andamento scolastico? Quale relazione possibile esiste tra valutazione e documentazione dei processi di apprendimento? 

Vi proponiamo la visione di un blob (già proiettato al Seminario "Il sogno di una scuola"), per provocare l'immaginario e le rappresentazioni che possediamo sulla valutazione scolastica, perchè percezioni e aspettative condizionano le possibilità di imparare, crescere, diventare.




«La valutazione è una dimensione interpretativa, ha a che fare con il senso delle cose, che devono essere continuamente tradotte per essere comprese dai diversi attori in gioco. I bambini e i ragazzi nella scuola dovrebbero essere osservati, ascoltati, interpellati, valorizzati (Montessori, 1950), attraverso strumenti e occasioni permanenti: la documentazione dei progetti e dei processi è lo strumento che sostiene questa possibilità, a partire dal quale è poi possibile anche costruire le valutazioni. Ma anche gli insegnanti dovrebbero essere continuamente osservati e ascoltati, valorizzati attraverso strumenti e occasioni permanenti: la documentazione del loro lavoro dovrebbe andare di pari passo con quella degli allievi. Ogni insegnante dovrebbe dotarsi di strumenti di autosservazione, di descrizione delle proprie condotte per comprendere il proprio modo di lavorare e continuamente metterlo in relazione con le prestazioni dei propri allievi. Dovrebbero infine essere previsti permanenti momenti di osservazione reciproca, con occasioni di supervisione di gruppo. In questo senso, nella scuola non dovrebbero esserci valutazioni in voti, né in giudizi standardizzati per nessuno (Illich, 1968), ma valutazioni descrittive, amplificanti, poetiche, ricche (Antonacci, in Mottana 2009).»

estratto dal manifesto di Una scuola un progetto di Francesca Antonacci e Monica Guerra.